GRAZIE DANIELE.

Dal sito: http://www.fidal.it/content/Donato-bronzo-olimpico-Greco-quarto/50661

GRECO: “IL FUTURO DAVANTI” – Se Fabrizio Donato era alla sua quarta partecipazione olimpica, per Daniele Greco, campione europeo under 23 nel 2009, era l’esordio a cinque cerchi. Il salentino delle Fiamme Oro, come dimostrato dall’ottima qualificazione, non si fa prendere dall’emozione di un debutto così importante. E di fronte agli 80.000 dello Stadio Olimpico cerca subito una misura che lo metta al sicuro tra gli otto finalisti: 16,90 (+0.9). L’azzurro si migliorato poi a 17,34 (-0.5) e fino al terzo salto (un nullo per lui) è virtualmente sul podio con Donato secondo alle spalle del 17,54 di Claye. Il quarto turno di salti è quello che decide tutto: “si sveglia” il campione del mondo statunitense Taylor e piazza un gran 17,81 (+0.6) che lo proietta definitivamente in testa, mentre il connazionale Claye consolida l’argento con 17,62 (+0.6). Greco prova a risalire sul podio, ma il suo salto abortisce frenato da un crampo. Come il compagno di squadra sceglie di passare direttamente all’ultima prova dove le misure e gli errori degli altri hanno già decretato che ci sarà di sicuro almeno un azzurro a medaglia. Ci prova con tutte le energie ancora in corpo, atterra a 16,92 (-0.3). E’ quarto, un risultato che dopo il quinto posto dei Mondiali Indoor 2012, lo consacra definitivamente tra i migliori interpreti della scena internazionale. “Un mese fa – dichiara il 23enne allenato da Raimondo Orsini – avrei firmato per questo piazzamento. Adesso sembra un po’ una batosta, anche se questa “medaglia di legno” mi darà senz’altro grande grinta per il futuro. Purtroppo oggi quando ho deciso di dare il tutto per tutto la trappola dei crampi mi ha aperto la botola e la mia gara è durata la metà. Arrivati alla fine o io o Fabrizio dovevamo andare sul podio. Sono contento che sia stato lui, è il coronamento di una grande carriera. Io ho ancora tanta strada e spero ancora altre Olimpiadi da fare. Ho una marcia in più che è la mia fede, il traguardo, lo ribadisco, restano i 18 metri”.